Il Parere di Umberto Veronesi sulla Grafologia

Domenica, 16 Novembre 2008

Riprendiamo l’aggiornamento del Blog dopo più di un mese di pausa.
Mi spiace per i lettori, ma a causa di una improvvisa rottura dell’hard-disk primario del computer che uso per aggiornare i miei siti, ho perso tutti i miei dati, compresi quelli riguardanti questo Blog.
Comunque in un modo o nell’altro sono riuscito a recuperare una parte dei dati da un vecchio backup (consiglio vivamente a tutti di fare frequentemente il backup dei propri dati) e quindi eccomi qui pronto nuovamente a scrivere nuovi articoli sul Blog.

 

Umberto Veronesi
Umberto Veronesi - photo credit ecancermedicalscience.com

Penso che tutti noi conosciamo il Dottor Umberto Veronesi, almeno per sentito dire. Comunque per rinfrescarci la memoria ecco un estratto da Wikipedia:

Umberto Veronesi (Milano, 28 novembre 1925) è un medico, chirurgo e politico italiano.

La sua attività clinica e di ricerca è stata incentrata per lunghi decenni sulla prevenzione e sulla cura del cancro. In particolare si è occupato del carcinoma mammario, prima causa di morte per tumore nella donna.
Veronesi è stato primo teorizzatore e strenuo propositore della quadrantectomia, dimostrando come le curve di sopravvivenza di questa rispetto a quelle della mastectomia sono le medesime, ma a impatto estetico e soprattutto psicosessuale migliore.

Il Dottor Veronesi ha tenuto per lungo tempo una rubrica fissa sul settimanale oggi chiamata “La nostra salute”, in cui rispondeva alle domande dei lettori sui più vari argomenti inerenti la salute.

Sul numero del 4 Agosto 2004 gli viene posta la seguente domanda:

Caro Professore, a suo parere la Grafologia è una scienza o soltanto una pseudoscienza?

La risposta di Veronesi è già presente nel titolo dell’articolo:

“La Grafologia è una scienza e ci dice anche quanto siamo sani”
Ci sono casi di “disgrafia”, l’alterazione della scrittura, che rivelano disturbi respiratori,cardiovascolari, intossicazioni, malattie nervose…

Nell’articolo continua:

…io credo che senz’altro la Grafologia abbia un carattere scientifico, ma che entri nella categoria delle pseudoscienze quando se ne fa un uso banale ed approssimativo, un pò come succede quando viene ridotta in pillole per i quiz psicologici pubblicati dai giornali. Se invece viene usata in modo corretto, e integrata con altre discipline (psicologia e psicanalisi, ma anche fisiologia e neuroscienze), la Grafologia è un metodo scientifico, che può aiutare a conoscere meglio le persone.

Veronesi qui afferma una cosa molto importate: afferma che la Grafologia ha una base scientifica ma che viene spesso ridotta ad una pseudoscienza dall’uso approssimativo che se ne fa in giro.
Da qui nasce, secondo me, l’idea comune della Grafologia come un qualcosa di poco scientifico, alla stregua dell’astrologia.

C’è stato un momento, agli inizi dei miei studi, in cui sono stato tentato di incamminarmi sulla strada della psicologia, perché ho sempre avuto la curiosità di esplorare il mio prossimo, l’umanità. La Grafologia è stata per me un modo per conoscere gli altri, perché è un segno rivelatore della personalità umana. Una via limitata, certamente, tale da non permette un giudizio completo ed approfondito (di qui la necessità di integrare il metodo con altre discipline scientifiche) ma tuttavia significativa di una personalità.

Qui non sono daccordo con Veronesi.
Io sono convinto che la Grafologia sia sufficiente per capire la personalità individuale al 100%.
Sicuramente è necessario che l’analisi Grafologica si basi su costrutti psicologici corretti, e che quindi la Grafologia (intesa come interpretazione della scrittura) sia corretta e propria dal punto di visto psicologico; ma una volta appurato questo è possibile fare analisi precise e complete al 100%.

Mi viene istintivo anche oggi, quando ricevo un manoscritto, d’indugiare sull’analisi di quei segni che sembrano guidati dalla nostra personalità, perché chiunque lascia nel suo scritto una traccia, anche involontaria, del proprio carattere. La scrittura è un modo di comunicare qualcosa di sé: così è facile intuire, da un segno estetico armonioso, la personalità di un artista; in una scrittura asciutta, la personalità di un uomo d’azione. La scrittura inclinata verso destra, che è più dinamica e rapida, rivela una personalità estroversa; quella sinistrosa rivela invece di solito un carattere riflessivo e introspettivo. La scrittura femminile è diversa da quella maschile: la prima è più regolare e predomina la “zona media” (n.d.r. per zona media Veronesi intende la zona centrale). Si capisce subito, dalle lettere minute e distaccate, la scrittura di un matematico, di un fisico, di chi è abituato ad un lavoro analitico; un pensatore, un creatore ha un tratto ricco di segni originali. Il legare una lettera all’altra con legature originali e nuove è indice di libertà e fantasia, di uno spirito indipendente, fuori dagli schemi.

Qui il nostro dimostra di sapere davvero qualcosa di Grafologia, anche se c’è una imprecisione quando parla della scrittura tipica di chi è abituato ad un lavoro analitico (come ad esempio un matematico od un fisico): sono daccordo sulle lettere minute (sarebbe stato meglio dire scrittura piccola secondo me), ma le lettere distaccate hanno un altro significato (probabilmente Veronesi voleva dire parole distaccate, segno che effettivamente rivela capacità analitiche, dal momento che maggiore è la distanza tra le parole maggiore sarà la nostra capacità critica e di analisi).

Lo spazio che lasciamo tra una lettera e la successiva di una stessa parola rappresenta lo spazio che lasciamo libero alle manifestazioni degli altri, indipendentemente dalla presenza o meno di un legame tra le lettere.

Non si può fare della Grafologia una scienza esatta ma con questo metodo si hanno delle indicazioni rivelatrici. Si può intuire lo stato d’animo di chi scrive, perché la grafia cambia con l’umore: una scrittura dallo stile rapido, duro, di spessore grosso è segno di nervosismo. In un certo senso, la Grafologia fa parte di quella scienza più ampia che è l’antropologia, perché l’uomo è l’unico animale che ha imparato ad esprimersi per simboli, cioè con i segni della scrittura.
La scrittura, infine, può essere interpretata anche sotto il profilo medico: si riesce a capire se si tratta di un giovane o di un anziano e se ci sono casi di “disgrafia” (alterazione della scrittura) che rivelano molte anomalie funzionali od organiche: disturbi respiratori, cardiovascolari, intossicazioni, malattie nervose, alterazioni mentali o condizioni psicopatologiche.

Veronesi afferma che La Grafologia non è una scienza esatta, ma allora quale delle scienze lo è?
Nel senso “debole” (che è l’unico che abbia un qualche senso pratico) le uniche scienze “abbastanza” esatte (in senso decrescente) sono la logica, la matematica, la fisica e la chimica.
A questo punto neanche la Medicina è una scienza esatta, ma tant’è.

Comunque rimane molto interessante il discordo sull’umore che influisce la scrittura: è davvero interessante notare come la nostra scrittura cambi a seconda dell’umore!
Fate anche voi la prova e paragonate la vostra scrittura in momenti in cui vi sentivate nervosi alla vostra scrittura quando invece eravate calmi e rilassati: noterete almeno una differente “angolosità”. La scrittura nervosa sarà ovviamente più angolosa e meno regolare di quella rilassata.

Molto interessante anche il discorso della “disgrafia” (alterazione della scrittura). La Grafologia, attraverso la modificazione dei ritmi grafici, registra i cambiamenti che intervengono nell’individuo con il passaggio dallo stato di salute a quello di malattia. Quindi, se vogliamo, l’analisi Grafologica può essere utilizzata anche come strumento di diagnosi precoce, se svolta con la collaborazione di un medico.

 

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2 Commenti a “Il Parere di Umberto Veronesi sulla Grafologia”

  1. Maria Pina Bovienzo Scrive:

    Questo articolo mi entusiasma sia perchè personalità di questa levatura hanno iniziato ad affacciarsi alla grafologia - è’ un passo avanti - ma soprattutto condivido i tuoi interventi nel blog.

    La grafologia è una scienza a sè ma intesa nella multidisciplinarietà può allargare i confini della conoscenza attuale.

    Uno sforzo comune senza protagonismi di sorta, a mio parere, potrebbe portare a sviluppi mai immaginati.

    Come ogni cosa bisogna continuare a dare il meglio e crederci.
    La storia ci mostra che in tutte le epoche chi ha parlato di cose nuove è stato o non creduto o capito solo a posteriori.

    Grazie al lavoro serio di persone come te e alla collaborazione e integrazione di tanti esperti in diverse discipline si possono scoprire nuove modalità per migliorare la nostra qualità di vita.

    I miglioramenti sono sempre il frutto di una spinta interiore dettata da entusiasmo e dalla voglia, nello specifico, di trovare rimedi “altri” sia per la mente che per il corpo.

    La grafologia è una grande scienza perchè studia l’uomo dal punto di vista olistico.
    Mi fa piacere che il Prof. Veronesi abbia esternato un’opinione positiva nei confronti della grafologia.
    Non è da tutti mostrare un’apertura mentale verso un approccio diverso dal proprio.

    Ancora buon lavoro.
    Maria Pina

  2. admin Scrive:

    Ciao Maria Pina,
    grazie per i complimenti!
    Io credo molto nell’effetto moltiplicatore della collaborazione tra tra le varie discipline. Purtroppo, tranne pochi casi, in Italia questo non avviene ancora, principalmente per la mancanza di sinergia tra le varie scuole Grafologiche.
    Sicuramente in altri paesi (Francia, Spagna, Israele) sono più avanti che da noi, ma io credo che le cose sono destinate a migliorare velocemente grazie all’aiuto di personaggi illustri come Veronesi.

    A presto
    Michele Di Lena

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