Proviamo ad analizzare la nostra scrittura!
Martedì, 16 Settembre 2008Oggi facciamo una semplice analisi della scrittura.
Per prima cosa scrivi qualche riga su un foglio di carta senza righe, preferibilmente di formato A4. Più scrivi, più precisa sarà l’analisi.
Fatto? Bene, prima di passare all’analisi vera e propria prova a verificare quanto bene conosci la tua scrittura rispondendo a queste domande, senza guardare quello che hai scritto:
- Che tipo di pendenza presenta la tua scrittura? Verso sinistra, verticale o verso destra?
Scrittura pendente verso sinistra
Scrittura Verticale
Scrittura pendente verso destra
- Che direzione ha il rigo della tua scrittura? Verso l’alto, orizzontale o verso il basso?
Direzione verso l’alto
Direzione orizzontale
Direzione verso il basso
- Quale zona domina nella tua scrittura? la zona superiore, la zona centrale o la zona inferiore? O nessuna delle tre?
Zona superiore dominante
Zona centrale dominante
Zona inferiore dominante
- Quanto margine hai lasciato a sinistra e a destra del foglio? Tanto, poco o normale?
Margini grandi
Margini piccoli
Margini normali
Bene, adesso puoi controllare la tua scrittura per verificare quanto ci hai azzeccato! Probabilmente avrai trovato difficoltà nel rispondere ad alcune domande. Questo perchè, come abbiamo già detto, il procedimento che usiamo per scrivere è un procedimento perlopiù inconscio, quindi influenzato dal nostro IO più profondo.
Pendenza
Vediamo in breve il significato della pendenza (o inclinazione) della scrittura.
Questo tratto rivela il tipo di atteggiamento adottato nel rapporto con gli altri, quindi il livello di apertura verso gli altri.
La scrittura pendente verso sinistra rivela una personalità tendente alla chiusura in se stessa , che tende a reprimere le proprie emozioni, diffidente, che non si mostra agli altri, orientata al passato.
Ovviamente il grado di queste caratteristiche sarà proporzionale al livello di pendenza verso sinistra della scrittura. Maggiore sarà la pendenza verso sinistra della scrittura, maggiore sarà la chiusura o diffidenza verso gli altri.
La scrittura verticale rivela una personalità equilibrata, razionale, diplomatica, orientata al presente. Chi scrive in questo modo non reprime le proprie emozioni, ma non le manifesta neanche.
La scrittura pendente verso destra rivela invece una personalità aperta verso gli altri, socievole, che esprime le proprie emozioni, orientata al futuro, ottimista.
Qui vale lo stesso discorso fatto per la pendenza a sinistra. Maggiore sarà la pendenza verso destra della scrittura, maggiore sarà l’apertura verso gli altri.
Direzione della scrittura
La direzione della scrittura rispetto all’orizzontalità del foglio rivela il tipo di atteggiamento che abbiamo verso la vita: tendenzialmente ottimistico o tendenzialmente pessimistico.
la scrittura tendente verso il basso rivela una personalità tendente a lasciarsi dominare dall’ambiente, depressa, debole, che tende a cedere di fronte alle difficoltà, facilmente influenzabile.
Come al solito, maggiore sarà la tendenza verso il basso, più evidenti saranno queste caratteristiche.
la scrittura tendente verso l’alto rivela invece una personalità tendente all’intraprendenza, all’iniziativa, desiderosa di migliorare la propria condizione.
Come sopra, maggiore sarà la tendenza verso l’alto, più evidenti saranno queste caratteristiche.
La tenuta del rigo di base (la linea immaginaria che seguiamo quando scriviamo su di un foglio di carta senza righe) rivela invece la forza interiore dello scrivente, cioè la capacità di raggiungere correttamente i propri obiettivi compensando le spinte eccessivamente ottimistiche e pessimistiche durante il percorso.
Scrittura che tiene il rigo di base
Scrittura che non tiene il rigo di base
La non tenuta del rigo rivela invece instabilità tipica di chi si entusiasma o si deprime facilmente e che quindi fatica a raggiungere i propri obiettivi.
Zone della scrittura
Possiamo dividere la scrittura in tre zone differenti, ognuna con il proprio significato:
-
Zona Centrale
-
Zona Superiore
-
Zona Inferiore
Vediamo le tre zone della scrittura in un esempio pratico:
Zona Centrale
La zona centrale, cioè il centro della scrittura, rappresenta l’espressione del nostro Io, della nostra individualità.
Maggiore sarà la dimensione della zona centrale a discapito delle altre, maggiore sarà l’esigenza di manifestare il nostro Io e l’egocentrismo.
Al contrario tanto più piccola sarà la zona centrale rispetto alle altre, tanto più lo scrivente sarà osservatore, analitico, limitato nelle manifestazione esteriori, introverso.
Zona Superiore
La zona superiore, cioè la parte della scrittura che si trova sopra la zona centrale, rappresenta la parte spirituale / intellettuale della persona. Questo include la religione, gli obiettivi e i piani, l’immaginazione, la moralità, l’orgoglio.
Maggiore sarà la dimensione della zona superiore a discapito delle altre, maggiore sarà importante la moralità, l’orgoglio, la ricerca spirituale, gli ideali, l’immaginazione.
Al contrario tanto più piccola sarà la zona superiore rispetto alle altre, tanto più lo scrivente sarà concreto, essenziale, volto alla quotidianità.
Zona Inferiore
La zona inferiore, cioè la parte della scrittura che si trova sotto la zona centrale, rappresenta la parte istintuale della persona. Questo include la sessualità, la materialità, l’attività fisica, l’aggressività, il livello di energia.
Maggiore sarà la dimensione della zona inferiore a discapito delle altre, maggiore lo scrivente sarà passionale, sensuale, dinamico, esibizionista, materiale.
Al contrario tanto più piccola sarà la zona inferiore rispetto alle altre, tanto più lo scrivente sarà morale, moderato, controllato, passivo.
Margini
Per capire il significato dei margini in Grafologia dobbiamo ricordare che l’atto di scrivere ci porta a muoverci da sinistra verso destra, in un immaginario cammino dal presente verso il futuro.
Quindi la parte sinistra del foglio rappresenta il passato, l’origine del corso delle nostre azioni, mentre la parte destra rappresenta il futuro, gli altri.
Chi lascia un grande margine a sinistra rivela grande soggezione rispetto al passato e alle figure che rappresentano per noi l’origine (madre, padre, Dio, ecc).
Chi lascia un grande margine a destra invece rivela grande senso di ansietà verso il futuro oppure mancanza di fiducia nelle proprie capacità.
Ok, la tua analisi è finita! Ricorda che questo è solo un piccolo esempio di quello che si può fare con la Grafologia, e che se sei interessato puoi approfondire sul mio ebook "Il Codice della Personalità".
P.S. Nel prossimo articolo vedremo cosa è possibile scoprire dalla firma, e le sue relazioni con la scrittura.



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4 Ottobre 2008 alle 18:12
[…] abbiamo già visto, la zona centrale della scrittura (cioè la parte centrale della scrittura) rappresenta […]
30 Settembre 2009 alle 22:26
Salve!
Scrivo qui perche’ non so quale potrebbe essere la pagina piu’ opportuna per fare questa domanda ma… dunque: forse si ricordera’ di me, le chiesi un parere sulla mia firma circa 5 mesi fa =)
Saro’ breve. Recentemente e’ iniziata la scuola, e sono cambiati quasi tutti gli insegnanti, tra cui il prof di italiano: il nuovo docente ci costringera’ ad utilizzare una calligrafia ordinata, chiara, nitida, con gli allunghi superiori/inferiori proporzionati, con dei margini ben definiti, annullando qualsiasi tipo di riccio e pretendera’ che il modello calligrafico latino corsivo venga rispettato fedelmente, pena un abbassamento (consistente) del voto.
In pratica vuole che torniamo a scrivere come alle elementari…
http://www.gud.it/public/alfabeto_corsivo_elementari.jpg
…e ora la domanda: lei scrive, sulla grafoterapia, che cambiando la nostra grafia vi saranno delle ripercussioni anche sulla nostra personalita’, giusto?
Dunque lei e’ convinto che costringendoci a scrivere in tal modo, a 15 anni, in seconda superiore (cosa pure abbastanza umiliante visto che ormai ciascuno ha la propria grafia ben definita…), possa avere effetti negativi, positivi, oppure irrilevanti sullo sviluppo della nostra personalita’ ancora adolescenziale?
Grazie in anticipo per la risposta
Saluti,
Luis
1 Ottobre 2009 alle 00:29
Ciao Luis,
mi sembra veramente strano che un professore di italiano per giunta delle superiori pretenda qualcosa che non avrebbe senso neanche alle elementari..
E comunque, visto che la vostra (tua e dei tuoi compagni) grafia è ormai formata (anche se andrà incontro a cambiamenti in concerto con l’evoluzione delle vostre personalità) risulterà pressoché impossibile per voi riuscire a scrivere in quel modo senza grandi sforzi coscienti.
in sostanza il vostro sarà solo un grande sforzo cosciente che difficilmente cambierà qualcosa nella vostra scrittura e quindi nella vostra personalità.
Questo non vuol dire che la pretesa del vostro professore sia in qualche modo giustificabile; anzi io ne parlerei con i vostri genitori ed eventualmente con il preside visto che a mio avviso è un sopruso bello e buono.
A presto,
Michele Di Lena
1 Ottobre 2009 alle 16:33
Grazie per la risposta
Infatti, anche a me e’ parso d’un primo momento completamente ASSURDO che in seconda superiore il docente d’italiano richieda qualcosa del genere…
La prima volta che ce l’ha accennato nel mio cervello e’ subito scattato un campanello d’allarme, cosi’ gli ho chiesto:
“Lei non crede che costringerci a scrivere in tale maniera possa avere delle ripercussioni sulla nostra personalita’?”, domanda che l’ha colto abbastanza alla sprovvista, e alla quale ha risposto che la nostra scrittura e’ il nostro biglietto da visita, che in pubblico e’ bene avere una scrittura elegante perche’ E’ DA LI’! che si vede la personalita’ di un individuo!
Dice: siamo nati in Italia, quindi scriviamo con il modello grafico latino, ERGO mettiamo sempre e comunque i puntini sulle i (giammai lasciarli senza o sostituirli con i cerchietti!), facciamo la L alta il doppio della E, la M e la N le facciamo ad arco (giammai a festoni! Perche’ se no la parola “immune” si leggerebbe iuuuuue!), e la p e la v le facciamo con la “ondina”, proprio come in prima elementare!
Nella pratica scriviamo come lui pretende solo nei compiti in classe, e con risultati non proprio “eleganti” e “raffinati” come lui dice…
Nessuno dei miei professori conosce la grafologia - e in tutta onesta’ non so quanto possano credere a un alunno di seconda che sostiene che scrivere in tal modo non sia giovevole.
Visto che nonostante questa sua mania per la scrittura perfetta, il mio prof d’italiano mi e’ comunque sembrata una persona ragionevole, pensavo di comunicarci e spieghero’ in modo coerente il mio punto di vista…
Ma a parte la critica… lei cosa mi suggerisce di fare?
Per ora la ringrazio di cuore per l’attenzione!
Grazie davvero,
Luis