17 Dicembre 2008
Assertività – una scelta di vita
photo credit Tristano Ajmone
Cos’è l’assertività?
L’assertività è quella branca della psicologia che tratta l’ottimizzazione dei rapporti sociali ed il benessere personale.
L’assertività è una “filosofia” di vita che subordina l’amore e il rispetto degli altri all’amore e al rispetto di sé. È stata anche definita come la teoria del sano egoismo. Chi non è felice non può dare felicità, chi non ha stima e fiducia di sé non è in grado di dare agli altri sicurezza; le interazioni sociali disarmoniche generano problemi di diversa natura e gravità.
Essere assertivi significa vivere esercitando i propri diritti in modo naturale, senza provare disagio, riconoscendo agli altri la reciprocità di questo assunto.
Per ottenere questo risultato è necessario avere queste due capacità:
- capacità di ascolto, comprensione, attenzione per l’altro;
- capacità di esprimere il proprio punto di vista (evitando termini aggressivi e passivi) e farlo rispettare.
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7 Dicembre 2008
Lo sapevi che in USA un team di grafologi professionisti ha analizzato la scrittura di Obama, Clinton e McCain? Ho trovato questo articolo su Repubblica che racconta come questo team è riuscito a sviscerare la personalità dei politici USA che si sono contesi la Casa Bianca analizzando firme, bigliettini di ringraziamento, autografi da loro rilasciati ai simpatizzanti.
John McCain, Hillary Clinton, Barack Obama
photo credit cfnews13.com
Le firme di John McCain, Hillary Clinton, Barack Obama
photo credit Los Angeles Times
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21 Novembre 2008
É possibile riconoscere le qualità di un Manager dalla sua scrittura? Secondo gli autori di questo libro si.
Bruno Brancati, Carla Poma
Riconoscere un manager dalla scrittura. La grafologia, uno strumento per la direzione risorse umane
2008, Collana: HrCommunity
Pagine: 128, figg. 20
Prezzo: € 15,00
Editore: Franco Angeli
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16 Novembre 2008
Riprendiamo l’aggiornamento del Blog dopo più di un mese di pausa.
Mi spiace per i lettori, ma a causa di una improvvisa rottura dell’hard-disk primario del computer che uso per aggiornare i miei siti, ho perso tutti i miei dati, compresi quelli riguardanti questo Blog.
Comunque in un modo o nell’altro sono riuscito a recuperare una parte dei dati da un vecchio backup (consiglio vivamente a tutti di fare frequentemente il backup dei propri dati) e quindi eccomi qui pronto nuovamente a scrivere nuovi articoli sul Blog.
Umberto Veronesi - photo credit ecancermedicalscience.com
Penso che tutti noi conosciamo il Dottor Umberto Veronesi, almeno per sentito dire. Comunque per rinfrescarci la memoria ecco un estratto da Wikipedia:
Umberto Veronesi (Milano, 28 novembre 1925) è un medico, chirurgo e politico italiano.
La sua attività clinica e di ricerca è stata incentrata per lunghi decenni sulla prevenzione e sulla cura del cancro. In particolare si è occupato del carcinoma mammario, prima causa di morte per tumore nella donna.
Veronesi è stato primo teorizzatore e strenuo propositore della quadrantectomia, dimostrando come le curve di sopravvivenza di questa rispetto a quelle della mastectomia sono le medesime, ma a impatto estetico e soprattutto psicosessuale migliore.
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9 Ottobre 2008
Sei sveglio o sei lento?
photo credit Stock Exchange
Bene, oggi vediamo come scoprire dalla scrittura se una è persona sveglia, cioè se ha un alto livello di "velocità mentale".
Per livello di "velocità mentale" qui intendiamo il livello di "intelligenza funzionale", cioè quella caratteristica che determina se una persona è capace di usare il proprio intelletto e se si comporta in modo intelligente.
Quindi questo non è un test di intelligenza.
Collegamenti e interruzioni efficienti
Abbiamo già visto che l’atto di scrivere segue la cosiddetta "legge di praticità" (unione di velocità + chiarezza), necessaria per economizzare sia lo sforzo che il tempo per "stare dietro" al pensiero che corre più velocemente del gesto grafico.
Quindi tanto più il nostro gesto grafico sarà veloce tanto più lo sarà anche il nostro pensiero.
Per velocizzare il gesto grafico usiamo inconsciamente degli accorgimenti come ad esempio collegamenti e interruzioni efficienti tra le lettere.
Facciamo degli esempi. Per cominciare vediamo i collegamenti tra le lettere:
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4 Ottobre 2008
photo credit copertinedvd.net
Bene, oggi vediamo i segni che caratterizzano la scrittura di chi tende a mentire.
Questi segni grafologici se presenti in forma lieve rivelano la tendenza a nascondere qualcosa di sé, mentre in forma più consistente rivelano appunto la tendenza a mentire.
Ovali chiusi e doppi
Come abbiamo già visto, la zona centrale della scrittura (cioè la parte centrale della scrittura) rappresenta l’espressione del nostro Io, della nostra individualità. Quindi ogni lettera rappresenta una manifestazione di noi stessi.
Inoltre lo spazio all’interno degli ovali delle "a", delle "o", delle "d" e delle "q" rappresenta il nostro spazio mentre quello all’esterno rappresenta lo spazio lasciato agli altri.
Quindi tanto più gli ovali risulteranno chiusi o doppi tanto più tenderemo ad adottare delle modalità difensive che ci porteranno a rivelare poco di noi, se non proprio a mentire.
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25 Settembre 2008
photo credit Stock Exchange
Bene oggi vediamo come capire il rapporto con la parte animale / istintuale, quindi come capire la sessualità ed in genere la materialità di una persona usando la Grafologia.
Premessa
Le origini della Grafologia possono essere fatte risalire al diciannovesimo secolo e da allora si è evoluta enormemente.
Inizialmente, tuttavia, l’atmosfera puritana e l’influenza della religione non ha permesso una ricerca esaustiva nell’area della sessualità. Prima della nascita della teorie di Freud, i tabù erano numerosi. E comunque, anche quando qualche studioso portava avanti questi studi, i risultati erano tenuti nascosti al grande pubblico (famosi sono i casi di Moretti e di Marchesan).
Oggi fortunatamente le cose stanno diversamente, quindi non solo è possibile avere accesso agli ultimi studi in materia, ma anche pubblicarli senza timore di dare scandalo ;-).
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20 Settembre 2008
Bene, oggi vediamo cosa rivela di noi la nostra firma.

photo credit forum.informaconsumatori.it
La firma rappresenta come vogliamo apparire agli occhi del mondo, oppure come vorremmo essere. È una immagine che può come può non coincidere con il nostro vero Io. In pratica rappresenta la nostra immagine pubblica. Possiamo definire l’immagine pubblica come:
- l’immagine che abbiamo di noi in mezzo alla gente;
- l’immagine che vorremmo che gli altri avessero di noi;
- l’immagine che pensiamo che gli altri abbiano di noi.
Di converso la scrittura rappresenta la nostra immagine privata, cioè come siamo realmente.
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16 Settembre 2008
Oggi facciamo una semplice analisi della scrittura.
Per prima cosa scrivi qualche riga su un foglio di carta senza righe, preferibilmente di formato A4. Più scrivi, più precisa sarà l’analisi.
Fatto? Bene, prima di passare all’analisi vera e propria prova a verificare quanto bene conosci la tua scrittura rispondendo a queste domande, senza guardare quello che hai scritto:
- Che tipo di pendenza presenta la tua scrittura? Verso sinistra, verticale o verso destra?
Scrittura pendente verso sinistra
Scrittura Verticale
Scrittura pendente verso destra
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13 Settembre 2008
La Grafologia (e la sua evoluzione detta Grafoanalisi) è la scienza statistica che studia i movimenti grafici creati dall’azione umana. Quindi la Grafologia, oltre alla scrittura, studia anche gli scarabocchi, i disegni e i dipinti per stabilire il rapporto tra il movimento grafico e la personalità dello scrivente.
L’uomo, tra le milioni di specie presenti sulla terra, è l’unica specie in grado di comunicare attraverso simboli scritti. Dagli affreschi della Cappella Sistina, ai versi della Divina Commedia e alle scritte sui muri dei bagni pubblici…
photo credit Stock Exchange
Come detto prima, tutti i movimenti grafici possono essere analizzati. Tuttavia in questo Blog (e nella relativa Newsletter) ci concentreremo sullo studio della scrittura, con qualche accenno sulla interpretazione degli scarabocchi e dei disegni inconsci (cioè fatti soprappensiero).
Scrivere senza usare le mani
photo credit Handwriting Analysis
Sai scrivere senza usare le mani?
Bene, proviamo a fare un piccolo esperimento. Prendi una penna e prova a scrivere usando la bocca invece che le mani.
Fatto?
Adesso controlla quello che hai scritto. Quale scrittura hai cercato di imitare? La mia? Quella di qualcun altro? No. Hai cercato di imitare la tua scrittura. E se tu fossi realmente forzato ad imparare a scrivere in questo modo, dopo una pratica sufficiente ti troveresti a scrivere esattamente come scrivi quando usi le mani.
Studi eseguiti su centinaia di persone che, avendo perso l’uso delle mani, hanno dovuto imparare a scrivere con la bocca o con i piedi, hanno dimostrato che ognuna di queste persone presentava la stessa scrittura che aveva quando poteva usare le mani per scrivere.
Questo vuol dire che non è la mano o la bocca a decidere il modo in cui noi scriviamo, ma è il nostro cervello.
Quindi quando creiamo qualsiasi movimento grafico, come la scrittura, noi stiamo inconsciamente lasciando una sorta di "impronta" del nostro cervello.
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